« Across the ocean, across the sea »

“Due ragazzi. Semplici. Appartenenti a due mondi totalmente diversi, con in comune solo delle passioni. Ecco cos’erano. Conosciuti per caso; uno tanto stronzo, l’altra tanto impaurita. Uscivano entrambi da una storia d’amore senza lieto fine, chi per un amore non corrisposto, chi per un ragazzo troppo impegnato a divertirsi per innamorarsi. E si trovarono per caso, sarà stato il segno del destino a far incontrare due persone che non credevano più nell’amore, quello vero, quello che ti spacca il cuore? Probabilmente. Lei, con il suo muro troppo alto da poter scavalcare, cercò con tutta sé stessa di non apparire troppo dolce. Lui, dall’altra parte, cercava di fare di tutto per portarsela a letto. Ognuno aveva uno scopo; non farsi male, farci l’amore. I mesi passarono, i ragazzi cambiarono e con loro i sentimenti che provavano. Si sentivano così uguali, così in sintonia. Due ragazzi che non credevano più in niente, che avevano perso la fiducia, che si erano costruiti una falsa identità, solo per non star male di nuovo, si erano trovati. E sì, era destino. Era destino che quei due ragazzi s’innamorassero. Era destino che quel ragazzo, così stronzo con le ragazze, cambiasse radicalmente. Era destino che quella ragazza lo incontrasse e gli facesse oltrepassare quel muro, che non era poi così alto per lui, pronto a scalare le montagne più ripide, solo per vedere il suo sorriso. Era destino che quei ragazzi non si lasciassero andare, così fragili e così immensamente innamorati.”

—    gliocchipieni-dite (via gliocchipieni-dite)

“Scese dal cielo come un angelo e appena mise i piedi a terra, pensai che il mio cuore non avrebbe più battuto. Quando sentii la sua voce, dentro di me ebbi un mancamento: ero quasi sicura di non aver addosso le cuffiette, che non ci fosse l’IPod attaccato alle casse di camera mia. Era tutto vero, lui esisteva, io stavo ammirando con gli occhi la mia felicità, senza uno schermo che facesse da tramite. Lui era lí ed ero lì anche io. Il mio sogno non era più lontano, ostacolato, sbiadito come la J di Justin in questo biglietto. Era vivo ed era mio. Ed ora che sto ripercorrendo tutte le sensazioni di quella sera mi domando perché il tempo non si fosse bloccato in quell’istante, perché, come faccio con la playlist del mio telefono, non avessi potuto mettere in pausa quegli attimi e non ripartire mai più senza di lui. Perché il 23 marzo 2013, all’Unipol Arena di Bologna, oltre a tutte le lacrime, ho perso un pezzo del mio cuore: ma lo prometto, non ritornerò indietro a prenderlo. Voglio che quel frammento rimanga esattamente lí dov’è, nel posto dove ho capito per la prima volta che cosa voglia dire amare da morire una persona e vederla poi andare via, senza averle neanche detto “grazie per avermi salvato la vita”.”

“Del primo concerto della tua band preferita ricordi tutto.
Ricordi gli sguardi di ogni persona che hai anche solo intravisto all’entrata.
Ricordi la corsa per la prima fila.
Ricordi le urla.
Ricordi il sapore della pizza che hai trangugiato prima di entrare.
Ricordi il freddo, il caldo, la pioggia e il vento.
Ricordi il dolore alle gambe.
Ricordi ogni singolo battito, ogni respiro.
Ogni singola nota che ti è uscita dalla bocca.
Ogni accordo che hai sentito.
Ogni parola che è uscita dalla bocca del cantante.
Ricordi persino la faccia annoiata del tipo che ti ha strappato il biglietto, probabilmente era il centocinquantesimo che strappava.
Ricordi le frasi dei venditori di birra e acqua.
Ricordi tutte le stampe delle magliette al merchandising ufficiale.
Ricordi il tuo cervello che ti urlava di sederti, ma tu ascoltavi il tuo cuore che ti diceva di resistere, restare in piedi e cogliere ogni secondo.
Ricordi le luci, il sudore, la gioia.
Ti si imprimono nel cuore più di un tatuaggio.”

—   via lacrimedimascara (via lacrimedimascara)
Nonostante tutto, nonostante tutti, sempre insieme.

il-funambolo ha chiesto: Ora la mia domanda è: , hai fatto ad uscire da quel periodo perche io ci sono dentro in pieno da due mesi e non riesco ad uscirne.. Grazie mille e scusa il disturbo. ♡

Perdonami se ti ho risposto solo ora. Ultimamente ero piena di impegni.

Una notte, dopo una partita giocata come sempre discretamente, stavo pensando a chi ero prima che mi rompessi il crociato. Ero forte, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche nell’animo, ciò che non avevo in quel periodo. Mi sono messa in testa che volevo tornare, volevo dimostrare al mio allenatore che mi meritavo di giocare come gli altri. Sono stata un anno a lavorare duramente per rientrare in campo, per quale motivo dovevo buttare tutto? Buttare un altro campionato? Alla partita seguente, stavamo perdendo di 40. La squadra era giù di tono. Ormai nessuno voleva più mettere un po’ di impegno. Io invece sapevo che quella era la mia occasione. Quel giorno mi ha fatto giocare 30 minuti su 40. Avevo fatto una partita da Dio, mi ero fatta valere. Era la mia vincita personale. Da quella partita ho ricominciato a credere in me stessa, a dare il massimo e ficcarmi in testa che ce la dovevo fare. Le partite seguenti erano andate tutte bene, finalmente. Poi mi sono di nuovo rotta il crociato e di nuovo ferma per quasi un anno. Questa mia convinzione me la porteró avanti per tutto il periodo della mia riabilitazione, per far si che quando a settembre rientro in campo riprendo proprio da dove ero rimasta, senza farmi ingannare un’altra volta dalle mie paura.
Insomma, in poche parole, è solo una questione di testa. Ti devi fermare un secondo e capire ciò che vuoi davvero. Poniti degli obiettivi. Combatti. Raggiungili.
Scusa se mi sono dilungata un po’ e spero di esserti stata utile. Per qualsiasi cosa riscrivi, ti aiuto volentieri. Ricordati, tu che puoi giocare, fallo. Fallo veramente. Darei la vita per poter stare al tuo posto.
Un bacione ❤

“Arriverà un momento della tua vita in cui incontrai una persona che sarà destinata a cambiarti la vita, radicalmente.
Per caso entrerà nel tuo cuore. Sarai rapita dal suo modo di guardarti. Sarai attratta dai suoi occhi dove riuscirai a trovare il mare, marroni o azzurri che siano, naufragandoci dentro. La amerai per i suoi pregi e difetti, nel suo modo di porsi.Il suo profumo e respiro che dolcemente si appoggia su di te diventeranno ormai una droga. Non ti importerà del giudizio della gente, avrai in mente solo quella persona. Diventerà ormai essenziale un suo abbraccio, un suo bacio e il messaggio della buonanotte o del buongiorno. Ti innamorerai della sua voce, dei suoi gesti, della sua straordinaria risata e il suo meraviglioso sorriso.Ti renderai conto che sentirai il bisogno di averla sempre affianco a te, sarai consapevole che non sarà mai abbastanza. Avrai la costante paura che un giorno potrà sfuggirti dalle tue mani. Il pensiero quotidiano di ipotizzare una vita intera insieme, perche’ mai vorresti che andasse via. Poterla vedere anche cinquecento volte, ma quell’emozione rimane sempre la stessa. Ti accorgerai che quando parli di lei i tuoi occhi brilleranno come diamanti. Capirai che potrai andare contro l’intero universo pur di starci insieme. Non basteranno più dei semplici “Ti amo” per descrivere realmente in grande sentimento che e’ in te. Non avrai più timore di essere te stessa, lei ti apprezzerà per come sei. Non potrai più fare a meno della composizione perfetta che crea la sua mano nella tua. Diventerà l’unica persona alla quale puoi confidarti e sfogarti. Vivrai per essa. Tutto dipenderà da lei. Ti sentirai, per la prima volta in vita tua, amata. Vorrai farti foto e video per immortalare ogni piccolo momento passato insieme.
Ti innamorerai di lei, e comprenderai che l’amore, quello vero, e’ passione, desiderio e emozione. Potrai dire con certezza che e’ il sentimento più bello che esista.”

jailasiano:

This video is dedicated to the wonderful relationship between Beliebers and Justin. 

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Thank you to those who will <3

yourhugisaparadise:

ilterremotodentro:

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No no no no. Non possono essere vere queste cose, no

Piango….

ho i brividi

oddio..

…….

true love never ends

Brividi.

“Justin, oh nostro caro Justin.
Cosa ti e’ successo? Perche’ fino a qualche anno fa eri in carcere per gioco e ora ci sei sul serio?
Dov’e’ Kidrauhl?
Dov’e’ quel ragazzino che viene da una piccola città del Canada?
Dov’e’ quel sedicenne che nonostante avesse avuto tanta fama in così poco tempo non si era mai montato la testa?
Dov’e’ il vero Justin?
Io ho promesso di rimanere qui sempre e per sempre, non ti lascerò, ma noi abbiamo bisogno di te. Abbiamo bisogno che il nostro idolo ritorni con i piedi per terra.
Che senso ha fare cazzate?
Ti abbiamo difeso quando ti sei fatto una canna dicendo che hai 19 anni e puoi fare ciò che vuoi, ti abbiamo difeso quando uscivi dagli strip club, ti abbiamo difeso quando hai alzato le mani al paparazzo, ti abbiamo difeso quando uscivi dai locali ubriaco, ti abbiamo difeso sempre, in qualsiasi occasione.
Ma qui non possiamo. Ora l’unica cosa che diciamo e’ che hai fatto il coglione ma noi saremo qui.
Sappiamo che hai bisogno di aiuto, qualcuno che ti faccia ritornare alla tua strada.
Hai preso una pausa, ma questo non vuol dire che ti devi visitare tutti i carceri degli Stati Uniti.
Justin, amore mio, hai 19 anni, non rovinarti. Non fare la fine di tanti cantanti o attori. Hai una vita davanti, non buttarla. Vivila.
Ma viverla non vuol dire che devi fare cose così vicine alla morte, vuol dire giocare con i tuoi fratelli, ridere con i tuoi amici, scherzare con le tue Beliebers, suonare le tue canzoni preferite, fare concerti per emozionare, scattare foto e fare le tue facce da cretino, anche divertirsi come fanno i 19enni, ma con un limite.
Tu sei l’esempio di più di 48 milioni di persone, ma cosa ci insegni? Fare corse clandestine in stato di ebbrezza per le strade di Miami? Ci dici sempre “Let’s make the world better”, ma se non sei tu a iniziare a mettere in atto queste parole, chi dovrebbe farlo?
Preferivo quando dicevano “Justin Bieber chi? Quel gay con la voce da femminuccia che canta Baby?” che “Justin Bieber chi? Quel drogato?”. Almeno della prima avevano torto, li lasciavano nella loro convinzione. Ma nella seconda non possiamo che rimanere in silenzio.
Dovresti tornare a Stratford, per qualche mese lontano dai gossip, dai tuoi nuovi amici, da Los Angeles, dalla tua mega villa, dal fumo, droga e alcool.
Siediti un attimo e pensa. Pensa alla strada che hai fatto per arrivare dove sei ora. Pensa da dove venivi. Pensa ai sacrifici. Pensa a quando avevi poco e ora hai troppo. Pensa a noi, le tue Beliebers. Pensa, soprattutto, a ritrovare te stesso.
Noi crediamo in te, Justin. Noi sappiamo che sei un bravo ragazzo, l’hai sempre dimostrato con il rapporto che abbiamo e con le tante associazioni benefiche che hai aiutato. Ma non basta fare questo per far capire al mondo chi sei davvero. Se fai queste cazzate, tutte le tue opere buone vengono oscurate o addirittura cancellate.
Spero che quello che e’ successo ti abbia dato una lezione, un modo per capire che ciò che stai facendo e’ sbagliato e sarebbe ora di ritornare con i piedi per terra.
Non e’ ancora troppo tardi, ma muoviti prima che il movimento arriverà.
Noi abbiamo ancora bisogno di te, Kidrauhl. Abbiamo bisogno del tuo sorriso, della tua musica, dei tuoi occhi pieni di felicità, delle tue lacrime di gioia durante i live, delle tue cazzate innocenti, delle tue facce ridicole, dei tuoi balletti stupidi, dei tuoi concerti, delle tue risate.
Torna, ti prego.”