Hey amore mio, 
forse solo ora riuscirò a scrivere qualcosa degno di te, ma sicuramente non ce la farò mai perche’ tu sei sempre stata troppo grande, troppo bella, troppo importante.
Lilli mia, ma ti ricordi quando facevo finta che tu fossi un cavallo e ti mettevo sella e redini del cavalluccio a dondolo e salivano i bambolotti? 
Oppure ti ricordi quando ti ho tagliato i peli sulla coda perche’ pensavo fossero troppo lunghi?
Oddio, invece ti ricordi quando vidi un cane in piazza e tu stavi al guinzaglio e mi hai trascinato per tutto il marciapiede?
Amore ti ricordi quando hai fatto passare la paura del cane alle mie amiche?
Ti ricordi quando un giorno ero molto triste, da poco il mio ragazzo mi aveva lasciato, e siamo uscite, solo io e te? Ci siamo fatte una bella passeggiata in riva al mare. Mentre piangevo tu ti sei avvicinata a me e mi ha guardata, mi hai leccato la guancia e ti sei accucciata accanto alle mie gambe?
E invece quando ogni volta che entravo a casa c’eri tu, dietro la grata del giardino, a scodnzolare e sorridere, contenta di rivedermi ancora?
Oppure oppure, ti ricordi quando eri piccola che avevi fatto i bisogni in macchina e te li sei mangiati? Ahahah bleaah Lilli, come hai fatto?
Ti ricordi quando eravamo piccole che papà faceva finta di darmi degli schiaffi e tu gli abbaiavi per proteggermi?
Te li ricordi i bei viaggi fatti insieme? La Sardegna con te nella gabbia degli animali sulla nave e noi siamo stati tutta la sera accanto a te per non lasciarti sola? Quando siamo andati al tuo compleanno a Castel Gandolfo, nelle Marche a Capodanno, in Umbria, a Perugia, la nostra ultima vacanza insieme?
Quando l’inverno andavamo in spiaggia e tu, imperterrita, entravi nell’acqua gelida?
Ti ricordi i nostri bei bacini?
Oppure quando ti facevamo il bagno e avevi una paura bestiale, infatti non andavi mai dietro al giardino?
Ti ricordi anche le due operazioni che hai dovuto subire ma noi ti siamo stati vicini tutte le ore del giorno e della notte?
Invece quando ti chiamavamo per uscire con un “andiamo Lilli, andiamo siii!” e tu eri felice?
Quando ti davo i biscottini, però prima devi darmi la zampa destra, poi quella sinistra, fare un salto e dopo ‘sotto mano di papà”?
Ti ricordi quando avevi paura dei tuoni e ti rifugiavi sotto il tavolo? 
E della carezza che ti davo ogni mattina per dimostrarti quanto cazzo ti amo?
Quando mi sdraiavo a terra ma tu venivi sistematicamente a darmi una slinguazzata come per dirmi “Dimmi cos’hai che io sono qui per aiutarti”?
Oppure ti ricordi di tutti i bellissimi momenti passati insieme? 
E ti ricordi quando ti dissi “Sarò con te fino all’ultimo tuo respiro”? 
Purtroppo ti ricordi quando questa mia promessa diviene realtà e tu con un ultimo sospiro te ne sei andata tra le mie braccia? 
Avrei da citarti chissà quante altre cose trascorse insieme. So che te li ricordi tutti perche’ tu eri molto di più di un essere umano, tu eri qualcosa di soprannaturale, tu eri un dono davvero grandioso. Sei stata la mia prima sorella, siamo state insieme per 14 anni, senza dividerci mai. E adesso cosa mi rimane? Solo il tuo collare, da tenere stretto. Non troverò mai le parole giuste per te, Lilli cara. Vorrei che fossi qui ora per potermi dare un’altra salivata in faccia per dirmi che andrà bene. Quando ero triste c’eri tu a tirarmi su, tutte le ore, e adesso chi ci sarà? Io ho bisogno di te. Ancora non riesco a realizzare che non ci sei, che al mattino nessuno mi darà un bel buongiorno, che nessuno mi farà le feste quando torno a casa, che nessuno mi aspetterà dietro a quel cancello, che nessuno mi sopporterà. Ma sta certa che nessuno, nessuno, potrà prendere il tuo posto. Potranno esserci nuovi cani nella mia vita, ma tu, tu amore mio, sarai sempre la più importante. Mi hai cresciuto, siamo cresciute insieme. Mi hai salvato, ci siamo salvate insieme. Mi hai consolato, ci siamo consolate insieme. Aaah, altro che umano, qui io avevo un cane meraviglioso che si merita tutto l’amore di questo universo e io spero di avertelo donato almeno un po’. 
Delle volte spero che dietro a quell’angolo, dentro a quella cuccia, sdraiato sul quel prato ci sia ancora tu ad aspettare il nostro rientro a casa.
So che ci sei, so che mi guardi e mi proteggi. E io ti devo ringraziare. Risparmio di elencare ogni cosa, perche’ sarebbero davvero troppe, quindi mi limito a un GRAZIE DI TUTTO.
Ti porterò nel mio cuore fino a quando non ti raggiungerò e ti amerò ogni giorno della mia vita sempre di più.
Solo tua, Jaila.

Hey amore mio, 

forse solo ora riuscirò a scrivere qualcosa degno di te, ma sicuramente non ce la farò mai perche’ tu sei sempre stata troppo grande, troppo bella, troppo importante.

Lilli mia, ma ti ricordi quando facevo finta che tu fossi un cavallo e ti mettevo sella e redini del cavalluccio a dondolo e salivano i bambolotti? 

Oppure ti ricordi quando ti ho tagliato i peli sulla coda perche’ pensavo fossero troppo lunghi?

Oddio, invece ti ricordi quando vidi un cane in piazza e tu stavi al guinzaglio e mi hai trascinato per tutto il marciapiede?

Amore ti ricordi quando hai fatto passare la paura del cane alle mie amiche?

Ti ricordi quando un giorno ero molto triste, da poco il mio ragazzo mi aveva lasciato, e siamo uscite, solo io e te? Ci siamo fatte una bella passeggiata in riva al mare. Mentre piangevo tu ti sei avvicinata a me e mi ha guardata, mi hai leccato la guancia e ti sei accucciata accanto alle mie gambe?

E invece quando ogni volta che entravo a casa c’eri tu, dietro la grata del giardino, a scodnzolare e sorridere, contenta di rivedermi ancora?

Oppure oppure, ti ricordi quando eri piccola che avevi fatto i bisogni in macchina e te li sei mangiati? Ahahah bleaah Lilli, come hai fatto?

Ti ricordi quando eravamo piccole che papà faceva finta di darmi degli schiaffi e tu gli abbaiavi per proteggermi?

Te li ricordi i bei viaggi fatti insieme? La Sardegna con te nella gabbia degli animali sulla nave e noi siamo stati tutta la sera accanto a te per non lasciarti sola? Quando siamo andati al tuo compleanno a Castel Gandolfo, nelle Marche a Capodanno, in Umbria, a Perugia, la nostra ultima vacanza insieme?

Quando l’inverno andavamo in spiaggia e tu, imperterrita, entravi nell’acqua gelida?

Ti ricordi i nostri bei bacini?

Oppure quando ti facevamo il bagno e avevi una paura bestiale, infatti non andavi mai dietro al giardino?

Ti ricordi anche le due operazioni che hai dovuto subire ma noi ti siamo stati vicini tutte le ore del giorno e della notte?

Invece quando ti chiamavamo per uscire con un “andiamo Lilli, andiamo siii!” e tu eri felice?

Quando ti davo i biscottini, però prima devi darmi la zampa destra, poi quella sinistra, fare un salto e dopo ‘sotto mano di papà”?

Ti ricordi quando avevi paura dei tuoni e ti rifugiavi sotto il tavolo? 

E della carezza che ti davo ogni mattina per dimostrarti quanto cazzo ti amo?

Quando mi sdraiavo a terra ma tu venivi sistematicamente a darmi una slinguazzata come per dirmi “Dimmi cos’hai che io sono qui per aiutarti”?

Oppure ti ricordi di tutti i bellissimi momenti passati insieme? 

E ti ricordi quando ti dissi “Sarò con te fino all’ultimo tuo respiro”? 

Purtroppo ti ricordi quando questa mia promessa diviene realtà e tu con un ultimo sospiro te ne sei andata tra le mie braccia? 

Avrei da citarti chissà quante altre cose trascorse insieme. So che te li ricordi tutti perche’ tu eri molto di più di un essere umano, tu eri qualcosa di soprannaturale, tu eri un dono davvero grandioso. Sei stata la mia prima sorella, siamo state insieme per 14 anni, senza dividerci mai. E adesso cosa mi rimane? Solo il tuo collare, da tenere stretto. Non troverò mai le parole giuste per te, Lilli cara. Vorrei che fossi qui ora per potermi dare un’altra salivata in faccia per dirmi che andrà bene. Quando ero triste c’eri tu a tirarmi su, tutte le ore, e adesso chi ci sarà? Io ho bisogno di te. Ancora non riesco a realizzare che non ci sei, che al mattino nessuno mi darà un bel buongiorno, che nessuno mi farà le feste quando torno a casa, che nessuno mi aspetterà dietro a quel cancello, che nessuno mi sopporterà. Ma sta certa che nessuno, nessuno, potrà prendere il tuo posto. Potranno esserci nuovi cani nella mia vita, ma tu, tu amore mio, sarai sempre la più importante. Mi hai cresciuto, siamo cresciute insieme. Mi hai salvato, ci siamo salvate insieme. Mi hai consolato, ci siamo consolate insieme. Aaah, altro che umano, qui io avevo un cane meraviglioso che si merita tutto l’amore di questo universo e io spero di avertelo donato almeno un po’. 

Delle volte spero che dietro a quell’angolo, dentro a quella cuccia, sdraiato sul quel prato ci sia ancora tu ad aspettare il nostro rientro a casa.

So che ci sei, so che mi guardi e mi proteggi. E io ti devo ringraziare. Risparmio di elencare ogni cosa, perche’ sarebbero davvero troppe, quindi mi limito a un GRAZIE DI TUTTO.

Ti porterò nel mio cuore fino a quando non ti raggiungerò e ti amerò ogni giorno della mia vita sempre di più.

Solo tua, Jaila.

— 1 mese fa con 1 nota
#cane  #meraviglioso  #ti amo  #tesoro  #mi manchi  #ora  #più che mai  #ancora  #salvezza  #sempre  #mio cuore  #grazie di tutto  #ricordi  #dolore  #forte  #debole  #so che ci sei  #dammi forza  #andare avanti  #amore puro  #tutto  #sei grande  #stammi vicino  #non ti dimenticherò  #per sempre  #foto  #insieme  #baci 
GENERAZIONE →

get-all-right:

“Siamo la generazione della sigaretta elettronica alla nocciola e degli i-phone a cui cambiare la cover ogni giorno. Siamo la generazione delle reflex e delle foto tutte uguali con mille mila “mi piace” che tutti criticano. Siamo la generazione di tumblr, di twitter, cutforbieber, delle domande…

— 2 mesi fa con 15 note
"Farei mille volte l’amore con te. Non per il piacere, ma per il senso di possesso. Essere mia in tutti i sensi, vederti impaurita sotto queste mani calde, rendere il tuo corpo la migliore arma per fermare queste guerre che mi scoppiano dentro.
I tuoi capelli aperti a ventaglio sul cuscino, sporchi di sudore e di brividi. Decido di fissarti per tutto il tempo di questo mondo. Assaporarti come una vecchia foto del liceo, ricordarti come la cosa che mi ha reso felice. Non la persona, ma la cosa. Non sono materialista, ma ti considero come un pezzo di terra che a furia di marchiarlo di baci e carezze, è diventata proprietà privata. Sposto le lenzuola e ti prendo i fianchi, sussulti e ti giri lentamente con gli occhi ancora socchiusi. Dio, quanto sei bella. Ti passo la mia felpa, perché so che ti piace tanto ed a piedi scalzi scendi dal letto e vai in cucina. Prepari la colazione, la migliore colazione della mia vita. Vorrei averti qui tra 50 anni, con i capelli legati e le scarpe slacciate. Fare l’amore ancora per poterti baciare le rughe e dirti:”Io ci sono”.
Perché senza di te sono un puzzle incompleto, la rosa centrale, assente, di un mazzo regalato a San Valentino.
Mi ricordi che sono una persona non migliore, ma normale.
Una persona che sa amare."
— 2 mesi fa con 802 note

magiswagg:

 ∞KIDRAUHL∞ 

— 2 mesi fa con 904 note
"Due ragazzi. Semplici. Appartenenti a due mondi totalmente diversi, con in comune solo delle passioni. Ecco cos’erano. Conosciuti per caso; uno tanto stronzo, l’altra tanto impaurita. Uscivano entrambi da una storia d’amore senza lieto fine, chi per un amore non corrisposto, chi per un ragazzo troppo impegnato a divertirsi per innamorarsi. E si trovarono per caso, sarà stato il segno del destino a far incontrare due persone che non credevano più nell’amore, quello vero, quello che ti spacca il cuore? Probabilmente. Lei, con il suo muro troppo alto da poter scavalcare, cercò con tutta sé stessa di non apparire troppo dolce. Lui, dall’altra parte, cercava di fare di tutto per portarsela a letto. Ognuno aveva uno scopo; non farsi male, farci l’amore. I mesi passarono, i ragazzi cambiarono e con loro i sentimenti che provavano. Si sentivano così uguali, così in sintonia. Due ragazzi che non credevano più in niente, che avevano perso la fiducia, che si erano costruiti una falsa identità, solo per non star male di nuovo, si erano trovati. E sì, era destino. Era destino che quei due ragazzi s’innamorassero. Era destino che quel ragazzo, così stronzo con le ragazze, cambiasse radicalmente. Era destino che quella ragazza lo incontrasse e gli facesse oltrepassare quel muro, che non era poi così alto per lui, pronto a scalare le montagne più ripide, solo per vedere il suo sorriso. Era destino che quei ragazzi non si lasciassero andare, così fragili e così immensamente innamorati."
gliocchipieni-dite (via gliocchipieni-dite)

(Fonte: urlandocontro-ilcielo)

— 3 mesi fa con 391 note
"Scese dal cielo come un angelo e appena mise i piedi a terra, pensai che il mio cuore non avrebbe più battuto. Quando sentii la sua voce, dentro di me ebbi un mancamento: ero quasi sicura di non aver addosso le cuffiette, che non ci fosse l’IPod attaccato alle casse di camera mia. Era tutto vero, lui esisteva, io stavo ammirando con gli occhi la mia felicità, senza uno schermo che facesse da tramite. Lui era lí ed ero lì anche io. Il mio sogno non era più lontano, ostacolato, sbiadito come la J di Justin in questo biglietto. Era vivo ed era mio. Ed ora che sto ripercorrendo tutte le sensazioni di quella sera mi domando perché il tempo non si fosse bloccato in quell’istante, perché, come faccio con la playlist del mio telefono, non avessi potuto mettere in pausa quegli attimi e non ripartire mai più senza di lui. Perché il 23 marzo 2013, all’Unipol Arena di Bologna, oltre a tutte le lacrime, ho perso un pezzo del mio cuore: ma lo prometto, non ritornerò indietro a prenderlo. Voglio che quel frammento rimanga esattamente lí dov’è, nel posto dove ho capito per la prima volta che cosa voglia dire amare da morire una persona e vederla poi andare via, senza averle neanche detto “grazie per avermi salvato la vita”."
— 4 mesi fa con 5 note
"Del primo concerto della tua band preferita ricordi tutto.
Ricordi gli sguardi di ogni persona che hai anche solo intravisto all’entrata.
Ricordi la corsa per la prima fila.
Ricordi le urla.
Ricordi il sapore della pizza che hai trangugiato prima di entrare.
Ricordi il freddo, il caldo, la pioggia e il vento.
Ricordi il dolore alle gambe.
Ricordi ogni singolo battito, ogni respiro.
Ogni singola nota che ti è uscita dalla bocca.
Ogni accordo che hai sentito.
Ogni parola che è uscita dalla bocca del cantante.
Ricordi persino la faccia annoiata del tipo che ti ha strappato il biglietto, probabilmente era il centocinquantesimo che strappava.
Ricordi le frasi dei venditori di birra e acqua.
Ricordi tutte le stampe delle magliette al merchandising ufficiale.
Ricordi il tuo cervello che ti urlava di sederti, ma tu ascoltavi il tuo cuore che ti diceva di resistere, restare in piedi e cogliere ogni secondo.
Ricordi le luci, il sudore, la gioia.
Ti si imprimono nel cuore più di un tatuaggio."
— 4 mesi fa con 108 note